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Un gran premio di Formula 1 viene disputato durante un intero fine settimana, con due sessioni libere di prove al venerdì, una sessione libera e le prove ufficiali il sabato, e la gara la domenica. Questo schema è tipico delle gare nelle altre serie della Federazione Internazionale dell'Automobile (come la GP2) studiato per intrattenere il pubblico televisivo e quello presente nei circuiti. modifica Sessioni di prove libereQuesto evento inizia normalmente il venerdì (con la sola eccezione del Gran Premio di Monaco quando inizia il giovedì) con due sessioni di prove libere, dalle 10:00 alle 11:30 e dalle 14:00 alle 15:30, che serve ai piloti per studiare le traiettorie e per le scuderie nel fare esperimenti con le vetture sulla migliore configurazione possibile adatta per quel circuito. Fino alla stagione 2006 i sette team meno competitivi del lotto, basati sulla classifica precedente del Campionato Costruttori avevano la possibilità di schierare un terzo pilota durante tali sessioni. Dalla stagione 2007 questa eventualità non è più possibile e le terze guide rimangono a disposizione soltanto per le sessioni di test. Inoltre la sua durata è aumentata da 60 a 90 minuti. Un’altra sessione libera viene tenuta al sabato dalle 11:00 alle 12:00. Tutti i piloti titolari (due per ogni squadra) sono tenuti a partecipare alle sessioni di prove libere, pena la non inclusione in quelle ufficiali. Se un pilota incorre in infrazioni di qualsiasi tipo durante queste sessioni, tutti i tempi che otterrà durante la sessione ufficiale del sabato verranno decurtati di un numero di secondi scelto dalla direzione di gara e dalla Federazione, a seconda della gravità dell’infrazione commessa. modifica Sessione ufficiale di qualificazioneIl sabato alle 14:00 si tiene la sessione ufficiale di qualifica per determinare l’ordine di partenza della gara. Per il 2006, il sistema di qualifiche del giro secco usato in anni recenti è stato rimpiazzato dal sistema detto knock-out, consistente in tre fasi della durata di 15 minuti ciascuno. Al principio la terza fase durava 20 minuti, ridotta a 15 nel corso della stagione. Inoltre, in un primo momento, la sessione era fermata immediatamente alla fine: se le macchine erano impegnate in un giro valido, alla scadenza del quindicesimo minuto il loro tempo non veniva considerato valido. Da un certo punto della stagione, qualsiasi macchina, se è impegnata in un giro veloce durante l'esposizione della bandiera a scacchi ha modo di completare il giro e rendere valido il tempo ottenuto. Nella prima fase, tutte le 22 vetture entrano in pista contemporaneamente per una sessione di qualifiche di 15 minuti. Conta soltanto il tempo più veloce, indipendentemente dal numero dei giri che compiono i vari piloti. Le sei macchine più lente non prendono parte alla seconda fase e vengono piazzate sulla griglia di partenza nelle ultime sei posizioni (dalla 17 alla 22) in base ai tempi ottenuti, che vengono resettati e non valgono nella seconda fase di 15 minuti. In questa seconda fase, 16 vetture entrano in pista contemporaneamente per un’altra sessione di 15 minuti. Alla fine, le ultime sei auto vengono eliminate dalla terza fase e classificate in griglia dalla posizione 11 alla 16 in base al tempo ottenuto. I tempi ottenuti dalle dieci vetture rimaste vengono resettati e non valgono nella terza e ultima fase di qualifiche, dove vengono classificate dalla posizione 1 alla 10 in base ai tempi ottenuti. Nelle pause delle prime due fasi (dalla prima alla seconda e dalla seconda alla terza) le macchine possono fare rifornimento di benzina. Nella pausa dalla seconda alla terza sessione le scuderie sono però obbligate a dichiarare alla FIA il quantitativo di carburante immesso nel serbatoio, favorendo così la pianificazione di diverse strategie per l'inizio della gara. Il rifornimento di carburante nei 15 minuti finali delle prove è permesso soltanto alla condizione che i giri completati siano tutti almeno entro il 110% del loro tempo migliore; nel caso dei giri iniziati dalla pitlane che prevedono un rientro immediato alla stessa è consentito non più del 120% del miglior tempo del pilota. Qualsiasi rifornimento che rientri oltre i termini del 110% del tempo migliore in prova non è consentito. La macchina e il pilota che ottiene il miglior tempo in quest’ultima sessione ottiene la cosiddetta Pole position. modifica Non qualificatoDalla stagione 2007 soltanto undici team sono ammessi a partecipare al Campionato del Mondo, e ciascuno può far gareggiare due macchine per un totale di 22 vetture in pista. Dalla stagione 2008 è ammessa una dodicesima squadra che fa portare il numero delle vetture a 24, che è anche, secondo il regolamento ufficiale, il numero massimo consentito di iscrizioni possibili. Nei periodi precedenti nella storia della Formula 1 il numero di vetture iscritte eccedeva largamente il numero permesso, e poteva variare di gara in gara secondo la disponibilità del circuito nel quale si svolgeva il gran premio. Il Circuito di Montecarlo, per esempio, per molti anni ammetteva alla gara soltanto 20 vetture a causa della ristrettezza dello spazio nelle strade del Principato di Monaco. Dal 1950 in poi tutte le scuderie dovevano sottostare a due sessioni di qualifiche tenute al venerdì e sabato pomeriggio, fino al 1978 dalla durata di 45 minuti e dal 1979 aumentata a un’ora. In queste sessioni tutte le vetture erano libere di scendere in pista per tentare di ottenere il tempo migliore; quelle che avevano ottenuto i tempi peggiori, in ottemperanza alle disposizioni del circuito, non prendevano parte alla gara e il simbolo DNQ (Did Not Qualify, non qualificato) era la comune codifica per indicare i piloti esclusi dalla corsa. modifica L’era delle pre qualificheNegli ultimi anni ottanta e nei primi anni novanta il numero di vetture iscritte per disputare le gare crebbe a dismisura fino a raggiungere in qualche corsa le 38 presenze. A causa dei pericoli nell’avere un numero così alto di vetture in pista nello stesso momento, venne introdotta la sessione di Pre-Qualifica del venerdì, riservata a quelle scuderie che detenevano le prestazioni peggiori nei 6 mesi precedenti, inclusi molti nuovi team appena arrivati. Solo le quattro vetture più veloci venivano ammessi alla sessione di qualifiche vera e propria del sabato, dove 30 vetture competevano per i 26 posti nella griglia di partenza per la gara. Le macchine meno veloci nelle sessioni di pre-qualifica venivano classificate con il simbolo DNPQ (Did Not Pre-Qualify, non prequalificato) e questo periodo terminò verso la metà degli anni novanta, quando molti piccoli team scomparvero dallo sport. modifica La regola del 107%Quando le vetture iscritte al campionato scesero sotto il numero di 26, la situazione divenne un po’ più stabile e tutte le macchine venivano automaticamente fatte partecipare alla gara; non esisteva più la regola che la macchina più lenta venisse esclusa. Dalla stagione 1996 venne fissato un limite al numero di giri (dodici, inclusi il giro di lancio e quello di rientro nella pit lane) che una vettura doveva compiere durante la sessione di qualifiche ufficiali per ottenere il miglior tempo. La regola del 107% venne introdotta per prevenire quei team dimostratisi poco competitivi durante l’arco del campionato. Se una vettura andava oltre al 107% del tempo ottenuto dalla macchina in pole position, sottostante anche alla decisione discrezionale del commissario, tale vettura non prendeva parte alla gara. Alla fine della stagione 2002, quando la FIA stabilì per regolamento che non più di 10 scuderie (e un totale di 20 partenti) dovevano competere alla gara questa regola decadde automaticamente. modifica Il giro seccoNella stagione 2003, nel tentativo di ridestare l’interesse del pubblico, le prove vengono distribuite in due giorni, il venerdì con un solo giro secco per ogni pilota basato sulla classifica del gran premio precedente (dal primo all’ultimo classificato) e il sabato con un’altra ora e un altro giro secco basato sulle posizioni del giorno precedente, però invertite: iniziava l’ultimo e terminava il primo. Nella stagione 2004 la regola venne mantenuta ma concentrata in un solo giorno, il sabato, alle ore 12:00 la prima e alle ore 13:00 la seconda. Nella stagione 2005 invece si mantennero le due sessioni a giro secco di un’ora, ma spostate stavolta al sabato pomeriggio in assetto da qualifica a serbatoi scarichi e per la prima volta alla domenica in assetto gara col serbatoio pieno alle ore 12:00. Inoltre la composizione della griglia venne fatta per somma di tempi, e questa decisione scontentò pubblico e piloti contribuendo, secondo molti osservatori, ad affossare lo spettacolo e l’interesse. La FIA, nel tentativo di porvi rimedio, rientra precipitosamente nei ranghi a partire dal Gran Premio d'Europa 2005 reintroducendo il giro secco, ma in assetto da corsa e con un solo turno di prova. Per la stagione 2006 il giro secco venne accantonato definitivamente e instaurato il sistema del knock-out tuttora vigente. modifica Parco chiusoDopo le operazioni di peso durante la fine di ogni sessione di qualifica, libera o ufficiale, le scuderie sono tenute a fermare le macchine in una particolare sezione del paddock, prescelta dalla FIA, e conosciuta come "parco chiuso" (parc fermé in francese); da quel momento nessuno può lavorare sulla vettura, tranne manutenzioni di routine (pulizia e lavaggio), fino al rilascio dal parco per la gara alla mattina successiva. Se una scuderia, per qualsiasi motivo, dovesse operare la sostituzione del motore prima del regime del parco chiuso e la partenza della griglia, vettura e pilota vengono retrocessi sul fondo dello schieramento; se operano cambiamenti sul telaio o aggiustamenti sulle sospensioni considerati significativi dalla Federazione, la vettura e il pilota partiranno dalla pit lane. modifica GaraLa gara vera e propria di Formula 1 si tiene sempre di domenica pomeriggio, generalmente alle 14:00 ora locale.[1] Fino a pochi anni fa la domenica mattina si teneva una sessione di mezz’ora di prove libere, denominata warm-up che serviva per scaldare le vetture e sperimentare gli assetti da gara. Dal 2005 alla domenica mattina si tiene la seconda gara della serie GP2. modifica Procedura di partenzaDopo la procedura di liberazione delle vetture dal regime di parco chiuso si tiene la cerimonia di esecuzione dell’inno della nazione che ospita la gara. Questo viene sempre eseguito dal vivo e, in alcuni casi (su tutti, il Gran Premio degli Stati Uniti) viene anche cantato. La pit lane si apre 30 minuti prima dell’inizio della gara (alle 13:30) le macchine possono uscire in pista e i piloti possono guidare a loro piacimento sul circuito. L’unico “obbligo” che hanno è quello di ritardare il più possibile il loro ingresso sulla griglia di partenza (in quel caso dovranno stare fermi), rientrando nella pit lane quante volte desiderano. Nella pratica questo sistema sostituisce di fatto la vecchia sessione di warm-up della domenica mattina. In ogni caso, i piloti devono essere nelle loro vetture e sul posto a loro assegnato in griglia 15 minuti prima dell’inizio della gara (alle 13:45), quando l’unica luce posta all’uscita della pit lane da verde diventa rossa. Se una vettura, alla scadenza dei 15 minuti, dovesse per qualsiasi motivo rimanere dentro la pit lane, il pilota dovrà partire da lì. Una volta che tutte le vetture si sono sistemate in griglia, i meccanici possono uscire sulla pista per dare gli ultimi ritocchi e i piloti possono uscire dall’abitacolo. A 10 minuti dall’inizio della gara (alle 13:50) nella griglia di partenza devono rimanere soltanto meccanici, direttori dei team e di gara e i piloti. La scuderia tiene riscaldati fino all’ultimo istante gli pneumatici in appositi sostegni (i cosiddetti "treni di gomme") fuori dall’automobile, ma devono essere fissati inderogabilmente alla vettura 5 minuti prima (alle 13:55) della partenza. Entro questo termine i piloti devono essere rientrati tutti dentro il loro abitacolo. A 1 minuto dalla partenza (alle 13:59) i motori vengono accesi e 15 secondi prima tutto il personale deve essere fuori della pista e può occupare anche lo spazio verde antistante alle tribune. Qui entra in azione il sistema delle 10 luci di partenza, posizionato solitamente sopraelevato alla linea del traguardo, che ha sostituito da molto tempo il direttore di corsa che sventolava la bandiera della nazione che ospitava la gara sul lato della pista. Si accendono due luci verdi che significano la partenza del giro di formazione, detto anche "parade lap" o giro di ricognizione, durante il quale le vetture devono viaggiare alla velocità controllata della pit lane come da regolamento (cioè a non più di 80 km/h), tenendo il medesimo ordine e senza sorpassarsi tra loro, cosa che nel motociclismo è invece consentita. All’avvio di tale giro, se un pilota rimane fermo sulla sua posizione in griglia e il resto delle macchine lo passa, il pilota affronta la partenza dal fondo dello schieramento. Naturalmente se il pilota si muove prima che sopraggiunga l'ultimo classificato, ha diritto a riguadagnare la posizione originaria nello schieramento e questa è l’unica occasione nella quale a un pilota è consentito di sorpassare al giro di ricognizione. Le automobili compiono un giro di pista, solitamente zigzagando da una parte all’altra per riscaldare gli pneumatici e al termine riformano la griglia di partenza. Se, per qualche motivo, una vettura non può iniziare la gara (per difetti nei motori, nelle sospensioni, ecc.), la vettura può prendere parte alla corsa ma subirà una penalizzazione di 10 posizioni sul tempo realizzato in qualifica. Per esempio, se un pilota si qualifica terzo, ma deve cambiare il motore in qualsiasi momento, partirà dalla tredicesima posizione. Per interessi strategici, le scuderie possono scegliere a volte di partire dalla pit lane, uscendo dopo che tutte le vetture hanno passato la linea del traguardo e un apposito segnale verde posto alla sua uscita, ma usufruendo del motore cambiato, di un rifornimento completo di carburante e di un set degli pneumatici nuovi. La corsa parte da cinque segnali di colore rosso, controllati dal direttore di gara Charlie Whiting. Queste luci si illuminano una a una, da sinistra a destra, a intervalli di un secondo ciascuno, e si spengono simultaneamente dopo un intervallo che può passare da un minimo di quattro a un massimo di sette secondi. Quando tutte le luci sono spente, la gara può cominciare. Se questa procedura dovesse essere interrotta per qualsiasi motivo (solitamente una macchina rimasta ferma sulla griglia quando il pilota segnala il problema con una classica agitazione delle braccia), si accenderanno ancora tutte le cinque luci rosse e, in aggiunta, tre luci arancioni lampeggianti a flash. Dopo alcuni secondi, sia le luci rosse che quelle arancioni si spengono e due luci verdi si accendono per la ripetizione della procedura, stavolta di durata variabile a seconda della gravità del problema riscontrato, e l’avvio di un nuovo giro di formazione con la gara accorciata di un giro. Se, infine, una vettura si muove dalla griglia durante l’intervallo di spegnimento simultaneo delle luci rosse, questa subirà una penalità da scontare durante la gara.
Due commissari di pista segnalano la bandiera gialla e un cartello con la sigla SC (Safety car) che indica l’entrata in pista di questa vettura in occasione di un incidente.
La Safety car di Formula 1 viene fornita dalla Mercedes-Benz nei vari modelli Mercedes-AMG. Quello attuale, usato dal 2006, è il CLK 63. Il pilota ufficiale è Bernd Maylander.
Le corse sono lunghe circa 305 km con la sola eccezione del Gran Premio di Montecarlo, dove è lunga 260,5 km per 78 giri di percorrenza rimasti tali dagli originari 100 giri percorsi sino al 1967. Solo occasionalmente qualche gara è stata sospesa a causa di circostanze eccezionali. Il caso più tipico è quello della pioggia torrenziale che impedisce al pilota la visibilità della pista da percorrere. In ogni caso, una corsa non può essere più lunga di due ore. Nei fatti, un gran premio dura in media novanta minuti. Se avviene un incidente, con le vetture che occupano una parte della pista creando potenziali pericoli, entrano in azione le bandiere gialle e il regime della Safety car. Le gare di F1 vengono interrotte con la bandiera rossa sostanzialmente in due casi: quello di pioggia torrenziale tale da impedire la visibilità ai piloti, e in quello di gravi incidenti con presenza di feriti, ma soltanto occasionalmente qualche gara è stata sospesa a causa di tali circostanze. modifica Il pit stopI piloti possono effettuare uno o più pit stop per fare rifornimento e per cambiare gli pneumatici, cosa che nella stagione 2005 non era consentita. La durata del pit stop è variabile a seconda della conformazione della via d’accesso al paddock dove sono sistemati i box di ogni scuderia, ma in media, tra entrata, rifornimento di carburante e cambio gomme, si aggira tra i 22 e i 25 secondi. Durante il pit stop, il tempo di fermata, riferito alla percorrenza normale delle altre vetture, è diventata col tempo una strategia cruciale: se infatti una vettura ne seguiva un’altra ma era impossibilitata al sorpasso, il pilota può decidere di anticipare il pit stop in attesa di riprendere la gara trovando la pista libera e mostrando tutta la sua abilità nel far segnare i tempi di percorrenza più veloci e sorpassando la vettura che lo precedeva mentre è anch’essa impegnata nel pit stop. Le vetture percorrono in media 2 km per un litro di carburante. Durante un rifornimento viene anche segnalata alle scuderie (ma anche ai telespettatori attraverso sovraimpressioni) la quantità di carburante rifornita e una stima dei giri che dovrà percorrere la vettura dopo quell’operazione. Durante la via di ingresso alla pit lane, una linea bianca segnala l’inizio del regime di velocità controllata e il pilota è tenuto ad inserire tale limitatore una volta sorpassata la linea, e lo deve fare naturalmente anche durante il giro di ricognizione. Una volta effettuata la sosta, nella via di uscita della pit lane un’altra linea bianca posta a fianco della luce verde o rossa indica il termine della limitazione di velocità. Il pilota, dopo aver oltrepassato quella linea, può andare a velocità normale. Inoltre, nella prima parte della pista subito dopo l’uscita della pit lane, è posto segnato sull’asfalto una ulteriore linea bianca continua che scorre parallela alla percorrenza della pista, simile al segnale stradale asfaltato dello stop. Il pilota è tenuto a non toccare o oltrepassare con gli pneumatici tale linea, messa soprattutto per evitare eventuali uscite in pista irregolari (tagli di strada e scorrettezze tali da danneggiare gli altri concorrenti). Se lo facesse, subirà una penalità da scontare durante la gara. modifica Cerimonia del podioAlla fine della gara, il primo, secondo e terzo classificato, dopo aver compiuto insieme agli altri il giro d’onore su tutti i circuiti[2] parcheggiano le vetture in una sezione particolare del Parco chiuso contrassegnata sull’asfalto dai numeri 1, 2 e 3. La pratica, comune sino alla stagione 2005, dell’assembramento di meccanici e direttori di scuderia in prossimità dell’ultimo giro, sulla plancia di comando della pit lane per salutare il pilota vincitore, dalla stagione 2006 non è più permessa. Lo è invece nella sezione particolare del Parco chiuso, dove suddivisi da una transenna, i piloti si abbandonano ai festeggiamenti e alle congratulazioni di rito. Vengono poi convocati sul podio, che è sempre sopraelevato e di forma che ricorda quella di un esagono[3], dove salgono gli scalini occupando il posto a loro riservato e iniziando con l’ascolto dei due inni nazionali in forma abbreviata e registrati su disco, quello della nazionalità del pilota vincente e quello della nazionalità della scuderia vincente. Alla fine, tre rappresentanti ufficiali del Governo, dell’Automobile Club della nazione ospitante e dello Sponsor della gara consegnano i trofei riservati al primo, secondo e terzo classificato ai piloti e il trofeo dei Costruttori al rappresentante della scuderia vincente, e alla fine sul podio i piloti festeggiano insieme ai loro meccanici e al pubblico assiepato in pista con una bottiglia di champagne[4]. I tre piloti si recano infine alla sala conferenze dove si tiene la conferenza stampa ufficiale e rispondono a non più di due o tre domande ciascuno in lingua inglese e nella loro lingua di origine. Tutti gli altri piloti posteggiano le vetture nel Parco chiuso e possono rispondere alle domande dei giornalisti sul retro del paddock e nei pressi delle scuderie soltanto dopo la conferenza stampa ufficiale. Meccanici, progettisti e direttori tecnici non sono soggetti a questo tipo di restrizioni e possono essere intervistati subito dopo la gara. Il direttore tecnico responsabile della scuderia[5] invece può indire una conferenza stampa ufficiale almeno un’ora dopo la fine della corsa. modifica Sistema di punteggioIl Campionato mondiale piloti e quello dei costruttori vengono decisi da un particolare sistema di punteggio, variato numerose volte nel corso degli anni (l’ultima modifica avvenne nel 2003). I punti vengono assegnati esclusivamente a piloti e scuderie che terminano ogni gran premio. Per riceverli un pilota non è tenuto a finire la gara, ma deve completare almeno il 90% della percorrenza totale, di solito calcolata approssimativamente verso i sette-sei giri dalla conclusione. Di conseguenza, per un pilota è possibile ricevere alcuni punti anche se si è ritirato poco prima della fine della corsa. In quel caso il punteggio viene basato sulla distanza completata comparata con gli altri piloti. È prevista inoltre la non assegnazione dei punti più bassi (come nel Gran Premio degli Stati Uniti del 2005) per il numero insufficiente di vetture (in quel caso, sei) a coprire almeno il 90% della distanza. L’attuale sistema assegna i punti come segue:
I piloti giunti oltre l’ottava posizione vengono classificati ma non ricevono nessun punto. Se la gara, per qualche ragione, viene sospesa prima di raggiungere il 75% della distanza totale (calcolata al rilevamento dell’ultimo passaggio sul traguardo) il punteggio viene assegnato come segue:
I punti vengono suddivisi ugualmente tra piloti e costruttori; per questi ultimi viene effettuata una sommatoria se i due piloti di una scuderia si classificano entrambi a punti. In questo caso le combinazioni possibili sono molteplici: se ad esempio i due piloti giungono al primo e secondo posto la scuderia ottiene 18 punti (10 + 8); se giungono al primo e terzo posto, ottiene 16 punti (10 + 6) e così via. Lo stesso discorso vale per le gare sospese prima del raggiungimento del 75% della percorrenza totale: qui se i due piloti ottengono l’ultimo passaggio sul traguardo prima dell’interruzione al primo e secondo posto, la scuderia incamera 9 punti (5 + 4); se ottengono un primo e terzo posto, incamera 8 punti (5 + 3) e così via. Al termine della stagione, chi totalizza più punti viene dichiarato vincitore dei due campionati annuali piloti e costruttori. Se due o più piloti o squadre ottengono lo stesso punteggio alla fine della stagione, viene dichiarato vincitore il pilota/la squadra che ha vinto più gran premi. Nel caso di uguale numero di corse vinte tra due o più piloti/squadre, chi ha avuto un maggior numero di piazzamenti viene dichiarato vincitore. Si parte dal maggior numero di secondi posti ottenuti; in caso di ulteriore parità, dal maggior numero di terzi posti, e così via. Ad esempio, se Alonso e Raikkonen al termine della stagione ottengono lo stesso numero di punti con sei vittorie ciascuno, si passa ad esaminare il maggior numero di secondi posti ottenuti. Se Raikkonen avesse ottenuto quattro piazzamenti al secondo posto contro le tre di Alonso, Raikkonen sarebbe dichiarato campione. E viceversa, naturalmente. In ogni caso, nella storia del Campionato del Mondo non è mai accaduto che due o più piloti abbiano terminato la stagione con lo stesso punteggio. I piloti e le scuderie che non riescono ad ottenere nessun punto durante la stagione, dal 2000 vengono classificati dalla Federazione a zero punti; in precedenza venivano inseriti nella classifica solo piloti e team andati a punti, mentre gli altri non venivano considerati. La FIA non dichiara ufficialmente il Campione del Mondo Piloti e Costruttori prima del termine della stagione, anche se il titolo viene conquistato con largo anticipo. Infatti, dopo la conclusione dell’ultimo gran premio si tiene la premiazione ufficiale della Federazione, che consegna al pilota vincitore il Formula One Driver’s Trophy, una coppa di cristallo, generalmente tra gli ultimi giorni di novembre e i primi giorni di dicembre, a Parigi alla presenza di Max Mosley e Bernie Ecclestone. modifica BandiereI commissari di gara sono muniti di un set di bandiere per far conoscere le loro decisioni ai piloti, posizionati in numerosi punti del circuito durante ogni corsa. Le bandiere hanno significati diversi per ogni colore; i colori (la cui gradazione è specificata dalla FIA) hanno i seguenti significati:
Tali bandiere, le cui specifiche e l’uso sono prescritte dalla Appendice H[6] del Codice Sportivo Internazionale FIA, devono avere misure almeno dai 60 cm ai 80 cm, con l’eccezione di quella rossa e a scacchi, che possono misurare al massimo dai 80 cm ai 100 cm. modifica Luci di segnalazioneA partire dalla stagione 2007, oltre le consuete segnalazioni con le bandiere da parte dei commissari di pista, le vetture saranno dotate di segnali interni nella cabina di guida, di colore giallo, rosso e blu. Lo scopo è quello di fornire maggiori e tempestive informazioni a quei piloti che non hanno avuto il tempo di vedere i segnali delle condizioni sulla pista. Le luci devono essere a LED ciascuna con un diametro minimo di 5mm e posizionate nella visuale ottimale per il pilota. Per dare alle squadre di soccorso una indicazione immediata della severità dell’incidente ogni vettura dovrà essere munita di una luce di emergenza direttamente connessa con un registratore di dati della FIA. La luce deve accendersi verso l’alto e mettersi nella parte superiore della cella di sopravvivenza a non più di 150 mm tra la linea centrale della vettura e la parte anteriore di apertura della cabina di guida e vicino all’interruttore neutro che deve essere azionato soltanto dal commissario di pista. modifica PenalitàLe penalità possono essere imposte al pilota per numerose scorrettezze, inclusa la partenza prematura, viaggiare senza il limitatore inserito nella pit lane, causare un incidente, ostruire la pista volutamente, o ignorare le bandiere di tutti i colori. Esistono quattro tipi di penalità quando un pilota incorre nella violazione delle regole:
Per queste due penalità un pilota ha tre giri di tempo per scontare la punizione ricevuta; se non rientra nella pit lane entro tre giri, riceve la bandiera nera. Se subisce queste penalità negli ultimi cinque giri della corsa, non dovrà rientrare nella pit lane, ma gli verranno aggiunti 25 secondi sul suo tempo totale di gara.
modifica Appeal mondialeMalgrado la Formula 1 rappresenti attualmente il punto più alto delle corse, per termini di budget e abilità dei piloti, i gran premi sono stati spesso accusati dagli osservatori di essere poco appetibili a livello di spettacolo, paragonati con quelli delle categorie meno prestigiose. Le differenze nell’abilità del pilota vengono eguagliate in comparazione alle differenti velocità delle vetture, e i sorpassi su pista avvengono molto di rado per le diverse aerodinamiche, influenzate in modo decisivo dalla parte anteriore (che rende possibile un sorpasso soltanto in situazione di alto rischio e raramente portato a termine, su un'automobile molto veloce che viaggia a velocità lenta). Lo sport è meno noto negli Stati Uniti, che prediligono le loro categorie casalinghe di gare per monoposto scoperte (la Indy Racing League e la Champ Car) e la più popolare e antica categoria di gare per monoposto coperte, la NASCAR, ma in termini di finanziamenti e di audience globale mondiale televisiva la Formula 1 è più grande delle tre sopra citate. Per la stagione 1999 le valutazioni sul preventivo di spesa per un top-team come la Ferrari erano stimate attorno ai 240 milioni di dollari, mentre la Minardi si attestava sui 50 milioni. Per quanto riguarda l'audience televisiva, in tempi recenti e con dati attendibili, il Gran Premio del Canada del 2005 venne visto da 53 milioni di telespettatori risultando essere il secondo evento sportivo più visto di quell'anno, dietro soltanto la finale della UEFA Champions League di calcio. Le 18 gare della stagione 2006 sono state viste complessivamente da 154 milioni di telespettatori; la diretta dell'ultima gara stagionale, il Gran Premio del Brasile 2006, è stata vista da 83 milioni di telespettatori. Secondo le cifre ufficiali fornite dalla Formula One Management, la media dei telespettatori che assistono al singolo evento si aggira attorno ai 58 milioni. modifica Note
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